RIFONDAZIONE BORBONICA

MOVIMENTO DI RINASCITA MERIDIONALE : SE IL PRESENTE E IL TUO FUTURO NON TI PIACCIONO, RICORDA IL TUO PASSATO.

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martedì, 03 novembre 2009

Una piccola rivincita di Napoli

postato da: Borbonico alle ore 12:05 | link | commenti (5)
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giovedì, 15 ottobre 2009

Proclama vittorio emanuele di saboia

"In un momento solenne della storia nazionale e dei destini italiani, rivolgo la mia parola a voi, popoli dell'Italia Meridionale, che mutato lo Stato nel nome mio, mi avete mandato oratori d'ogni ordine di cittadini, magistrati e deputati de' municipii, chiedendo di essere restituiti nell'ordine, confortati di libertà, ed uniti al mio Regno.
Era cosa naturale che i fatti succeduti nella Italia Settentrionale e Centrale sollevassero più e più gli animi nella Meridionale.
In Sicilia questa inclinazione degli animi ruppe in aperta rivolta. Si combatteva per la libertà in Sicilia, quando un prode Guerriero, devoto all'Italia ed a me, il Generale Garibaldi salpava in suo aiuto. Erano Italiani che soccorrevano Italiani: io non poteva, non doveva ratternerli!
La caduta del Governo di Napoli raffermò quello che il mio cuore sapeva, cioè quanto sia necessario ai Re l'amore, ai Governi la stima dei popoli!
Nelle Due Sicilie il nuovo reggimento s'inaugurò col mio nome. Ma alcuni atti diedero a temere che non bene interpretasse per ogni rispetto quella politica che è dal mio nome rappresentata. Tutta l'Italia ha temuto che all'ombra di una gloriosa popolarità e di una probità antica tentasse di riannodarsi una fazione pronta a sacrificare il vicino trionfo nazionale alle chimere del suo ambizioso fanatismo.
Tutti gli Italiani si sono rivolti a me perché scongiurassi questo pericolo.
Era mio obbligo il farlo perché nella attuale condizione di cose non sarebbe moderazione, non sarebbe senno, ma fiacchezza ed imprudenza il non assumere con mano ferma la direzione del moto nazionale, del quale sono responsabile dinanzi all'Europa.
Ho fatto entrare i miei Soldati nelle Marche e nell'Umbria disperdendo quella accozzaglia di gente di ogni paese e di ogni lingua, che qui si era raccolta, nuova e strana forma di intervento straniero, e la peggiore di tutte. Io ho proclamato l'Italia degli Italiani, e non permetterò mai che l'Italia diventi il nido di sette cosmopolite che vi si raccolgono a tramare i disegni o della reazione o della demagogia universale.
Popoli dell'Italia Meridionale!
Le mie truppe si avanzano fra voi per raffermare l'ordine: Io non vengo ad imporvi la mia volontà, ma a far rispettare la vostra.
Voi potrete liberamente manifestarla: la Provvidenza che protegge le cause giuste, ispirerà il voto che deporrete nell'urna.
Qualunque sia la gravità degli eventi, io attendo tranquillo il giudizio della Europa civile e quello della Storia, perché ho la coscienza di compiere i miei doveri di Re, e di Italiano!
In Europa la mia politica non sarà forse inutile a riconciliare il progresso dei popoli colla stabilità delle Monarchie.
In Italia so che io chiudo l'era delle rivoluzioni!
Ancona, 8 Novembre 1860"

Peccato che ieri come oggi, si faccia il contrario di quello che si dice.
postato da: Borbonico alle ore 09:46 | link | commenti (9)
categorie: la storia borbonica
venerdì, 02 ottobre 2009

L'unitĂ  massonica

il 1°mafioso(AGI) - Roma, 30 set. - Nasceva 150 anni fa, a Torino, "Ausonia" loggia madre della Massoneria italiana. A due anni dall'Unita' nazionale e dopo le persecuzioni degli anni della Restaurazione, l'8 ottobre 1859 "sette fratelli dispersi" costituirono l'officina nella capitale subalpina, vero nucleo storico della Massoneria italiana postnapoleonica e embrione del Grande Oriente d'Italia (GOI), che nascera' di li' a poco, sempre a Torino, il 20 dicembre 1859. Nel panorama delle logge sorte nei diversi Stati italiani nel crogiolo del Risorgimento, Ausonia, dall'antico nome poetico della Penisola molto utilizzato nei documenti della Carboneria, fu la prima a perseguire il proposito di costituire al piu' presto un organismo massonico nazionale nell'Italia unita sotto i Savoia, cosi' come le vicende belliche della seconda guerra di Indipendenza avevano chiaramente indicato. Preciso l'appoggio fornito all'iniziativa torinese da Camillo Benso conte di Cavour, che consenti' ai suoi collaboratori, a partire da Costantino Nigra, di "aderire alla nuova loggia e di fare della capitale sabauda - scrive lo storico Marco Novarino - il centro di aggregazione della futura Massoneria nazionale italiana", i cui uomini da Garibaldi a Crispi, da Bertani a Cairoli, da Rattazzi a Fabrizi furono protagonisti dell'epopea risorgimentale.

http://it.notizie.yahoo.com/9/20090930/tit-massoneria-nasceva-nel-1859-ausonia-8968993.html
postato da: Borbonico alle ore 10:43 | link | commenti (5)
categorie: attualitĂ  borbonica
venerdì, 25 settembre 2009

W l'italia unita

Si continua a parlare d'italia, italia unita e amenità simili, ma in realtà bisogna parlare più correttamente d'italie. Proprio così, italia del nord e italia del sud, dove la prima sfrutta la seconda in maniera bieca, grazie alla sua posizione di dominanza venutasi a creare con l'infausta (per noi) unità d'italia. Mi limito a riportare parte di un interessante articolo che spiegherà quanto affermo, ad ennesima riprova della mia tesi.
scorie-radioattive

"Navi cariche di veleni, "almeno trenta", secondo diversi pentiti. Nella cabina di comando della Rosso si scopre una mappa di siti per l'affondamento, la stessa che sarebbe stata trovata, cinque anni dopo, nell'abitazione di Comerio. De Grazia indaga sugli affondamenti ma anche sulle rotte. E scopre che se il cimitero dei veleni è nei mari del Sud Italia, i porti di partenza sono nel Nord, in quell'angolo misterioso tra Toscana e Liguria dove si incontrano due condizioni favorevoli: l'area militare di La Spezia e le cave di marmo delle Alpi Apuane. Perché l'area militare garantisce la riservatezza e il granulato di marmo copre le emissioni delle scorie radioattive: "Stavamo andando a La Spezia - riferisce oggi uno di coloro che si trovavano sull'auto di De Grazia nel suo ultimo viaggio, il 12 dicembre - per verificare al registro navale i nomi di circa 180 navi affondate in modo sospetto negli ultimi anni e partite da quell'area". Il capitano non sarebbe mai arrivato a La Spezia. Ma aveva già scoperto molte cose."

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/nave-veleni/trenta-navi/trenta-navi.html
postato da: Borbonico alle ore 13:01 | link | commenti (7)
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sabato, 12 settembre 2009

Gian Battista Vico Corsi e ricorsi storici

Giovan_Battista_VicoCome aveva giustamente teorizzato Gian Battista Vico, il nostro vissuto è fatto di corsi e ricorsi storici. E' impressionante notare come in italia nulla sia cambiato da circa 150 anni. Spesso ci si dimentica che il nostro è un paese nato per volontà della massoneria e del mondo imprenditoriale dell'epoca. Un paese da essi strutturato per l'appagamento dei propri biechi interessi, abilmente spacciati come necessità del popolo. Non è un caso che proprio in quell'infausto periodo storico, trovino origine molte delle grandi famiglie dell'alta finanza italiana odierna. Oggi si grida allo scandalo per lo spaventoso connubio tra politica e affari, come se fosse una novità. Ci si meraviglia che l'informazione è controllata dalle lobbies finanziarie e che i politici siano meri esecutori del volere occulto del mondo economico. Ma vi assicuro che questo modello politico economico è in uso in italia dal 1861, un meccanismo perverso che si auto alimenta  e rigenera a scapito della collettività, come un fastidioso parassita intestinale. Nel nostro caso più che corsi e ricorsi storici, direi si possa parlare di staticità storica, perchè in realtà nulla cambia realmente. Ciò avviene quando si perde la memoria del passato e si inaridisce il sapere. Con il verificarsi di queste due condizioni, l’uomo perde le sue radici e si crede promotore indiscusso della propria storia. Parafrasando la massima latina "ignorantia juris non excusat", l'ignoranza della realtà non scusa. Meditate gente, meditate.

 

postato da: Borbonico alle ore 14:54 | link | commenti (12)
categorie: attualitĂ  borbonica
giovedì, 20 agosto 2009

Nord e Sud

L'unità d'italia è stata e resta la più grande truffa fatta ai danni del popolo e della nazione Meridionale. Questa non è una visione unilaterale o nostalgica, ma mera analisi storico economica di una serie di eventi annoverati nel nefasto risorgimento italico. La mia è una visione scevra da influenze ideologiche o da visioni romantiche ed edulcorate di quella che fu un invasione, una rapina, un massacro. Ci sono tanti documenti che provano quanto affermo, ma si continua (in larga parte per ignoranza) a portare avanti una visione storiografica del tutto falsa. La cosa che mi fa più specie e che molti laureati in storia e filosofia o comunque con lauree ad indirizzo storico, continuino a perpetrare la farsa. Sembra che le uniche spiegazioni plausibili per tale comportamento siano: 1) Il badare solo al proprio tornaconto, preferendo fare il galoppino della ragion di stato. 2) Per viltà, avendo paura di uscire dalla comoda strada tracciata dagli storici fanfaroni  al soldo dei vincitori. 3) Per mancanza di capacità, essendo più facile limitarsi a fare il copia e incolla delle cose scritte da altri, invece di fare ricerca vera andando negli archivi di stato e non solo. La cosa che più m'indigna e che spesso siano proprio i "dottori" del sud a sostenere queste amenità, negando quello che è un quid facti storico.

postato da: Borbonico alle ore 12:10 | link | commenti (16)
categorie: riflessioni borboniche
domenica, 02 agosto 2009

Sono tornato

 Chiedo venia a tutti per non essermi congedato durante la pausa estiva, ma accadimenti di varia natura mi hanno tenuto impegnato fino al giorno della partenza.

postato da: Borbonico alle ore 10:46 | link | commenti (18)
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giovedì, 11 giugno 2009

Rai educational docet

Ecco come si formò parte della "nuova borghesia" napoletana dopo il 1860 grazie al modello di legalità cavouriana. Da allora non è cambiato più niente e questo sistema permane ad ogni livello politico, amministrativo ed economico.

postato da: Borbonico alle ore 10:29 | link | commenti (25)
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martedì, 09 giugno 2009

Annuntio vobis gaudium magnum

Il savoiardo non è stato eletto!!!

BANDIERA NUOVA

postato da: Borbonico alle ore 10:09 | link | commenti (11)
categorie: attualitĂ  borbonica
mercoledì, 03 giugno 2009

Il termovalorizzatore sicuro.

 Raffica di arresti in Campania nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti. Ai domiciliari sono finite quindici persone, tra le quali il presidente della provincia di Benevento, Aniello Cimitile del Pd, professori universitari e funzionari della Regione Campania. Il blitz, condotto nell'ambito dell'operazione 'Green', da Gdf e Dia, è in corso dalle prime ore del giorno. Titolari dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Napoli durante la gestione commissariale i pm Giuseppe Noviello e Paolo Firleo. Il leader del Pd Franceschini: "Non commento fatti che non conosco, ma ho rispetto per il lavoro della magistratura". L'indagine è centrata sui collaudi degli ex impianti di combustibile da rifiuti (Cdr) del Napoletano (Giuliano e Caivano) e del Sannio (Casalduni), oggi riconvertiti in impianti per la tritovagliatura, ovvero l'operazione di pretrattamento dei rifiuti, che si compone di triturazione e vagliatura. I collaudi, falsati, hanno determinato la produzione di rifiuti da smaltire non conformi.

Il presidente della provincia di Benevento, Cimitile, ex rettore dell'università del Sannio, è indagato in quanto collaudatore e non nella sua veste di presidente della Provincia. Gli altri arrestati sono: i docenti Oreste Greco, Vincenzo Naso, Rita Mastrullo e Filippo De Rossi; Il direttore del termovalorizzatore di Acerra, Vittorio Vacca; il funzionario regionale Claudio De Biasio, già coinvolto in un'inchiesta per irregolarità nello smaltimento rifiuti; Luigi Travaglione, dipendente dell'ufficio tecnico di Benevento; Giuseppe Sica; Vittorio Colavita; Alfredo Nappo; Vitale Cardamone; Mario Cini e Francesco Scalingia. L'accusa per tutti è di falso ideologico, avendo attestato l'idoneità degli impianti quando erano già sequestrati e la conformità del loro prodotto alle specifiche del contratto stipulato tra Regione Campania e Fibe, società del gruppo Impregilo che ha gestito lo smaltimento dei rifiuti nella regione dal 1998 al 2005.

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/rifiuti-sequestrati/arresti-campania/arresti-campania.html

postato da: Borbonico alle ore 12:45 | link | commenti (9)
categorie: attualitĂ  borbonica